Under 17 Feralpisalò esempio di fair play: l'episodio nel derby

24-04-2017

#feralpisalò

SALÒ - Era domenica 19 marzo. Per certi versi una domenica come le altre, ma in realtà si giocava il derby col Lumezzane. Una partita sempre particolarmente sentita in casa verdeblu anche a livello giovanile. Tutti ci tengono a fare bella figura, a non voler perdere la partita per quelli che sono i propri obiettivi. E di obiettivi la formazione Under 17 ne ha ancora uno davvero importante: la conquista del primo posto nel girone dopo un campionato che li ha sempre visti tenere a debita distanza il Como, secondo. Nell’ultima partita disputata il gap si è ridotto perché i baby Leoni del Garda hanno rimediato una sconfitta. Una sorpresa di fatto, visto che in stagione era capitato solo in una occasione, ma che invece porta con sé una nota che va oltre il mero risultato sportivo: i ragazzi si sono resi protagonisti di un nobile gesto di fairplay che andiamo a farci spiegare direttamente dalle parole di mister Gianpiero Piovani.

Allora mister, spiegaci cos’è successo contro il Lumezzane.

Partita molto tirata, eravamo sul punteggio di uno a uno e stavamo facendo. L’arbitro ha avuto un abbaglio, fischiando su un retropassaggio di coscia che per il regolamento è concesso. Credo che il direttore di gabbia, magari impallato, abbia pensato che il tocco fosse di piede. Di fatto ha fischiato un calcio di punizione indiretto a cinque metri dalla linea di porta: era come un calcio di rigore. L’arbitro è rimasto fermo sulla sua decisione, io ho chiamato il mio capitano e gli ho detto che se avessimo voluto fare la cosa giusta avremmo dovuto buttare fuori la palla. I ragazzi, che mi stanno dando tante soddisfazioni come gioco e risultati, me ne hanno dato un’altra. È una bella soddisfazione per me, per lo staff, perché abbiamo condiviso totalmente un’idea. Un gesto importante in una partita come il derby. Abbiamo perso ma il gesto fatto dai ragazzi è stato riconosciuto sia dai genitori con gli applausi che dall’allenatore avversario, il quale ha scritto una lettera al sito calciobresciano.it ringraziando la Feralpisalò. Spesso sui campi, a livello di prime squadre, conta il risultato e non vedi questo genere di episodi, ma nel settore giovanile per la crescita dei ragazzi credo sia fondamentale passare anche attraverso questi insegnamenti.

Di chi è stata l’idea di buttare fuori il pallone?

Come ho detto ho chiamato il capitano e gli ho dato la linea. Credo che se l’arbitro avesse ammesso l’errore, dietro anche suggerimento dell’assistente, gli applausi sarebbero stati per lui. Il direttore di gara è stato tuttavia irremovibile. Credo che se i collaboratori sono presenti è perché hanno il compito di collaborare e dunque debbano essere ascoltati dal fischietto. Anche il guardalinee, impossibilitato dal convertire la decisione, ci ha suggerito di buttare fuori la palla, come giusto che fosse. Credo che il merito sia dei ragazzi: credo che se non avessi detto niente lo avrebbero fatto ugualmente perché li abbiamo educati bene. Stanno crescendo sotto tutti i punti di vista.

Il fairplay è un valore per la società che si impegna da sempre a promuovere il gioco pulito. È quanto mai un orgoglio per te aver avuto dei ragazzi che si sono resi protagonisti di questo importante gesto.

Il risultato è importante per il ragazzo e per migliorare il rapporto tra allenatore e giocatore. Questa cosa va oltre ed è totalmente gratificante. Abbiamo perso una partita, ma allo stesso tempo ho visto i ragazzi contenti di aver fatto questo gesto. Sono orgoglioso di avere un gruppo così.

Una sconfitta nel derby fa male, ma uscire dal campo con l’animo pulito è qualcosa di inestimabile. Confermi?

Sì, perché il risultato è passato in secondo piano. È chiaro, la partita era in bilico e potevamo fare gol da un momento all’altro. Poi la storia è cambiata e abbiamo perso il derby ma ripeto l’amarezza ha lasciato spazio alla soddisfazione per quanto dimostrato.

Avete parlato di questo episodio negli spogliatoi, o anche nei giorni successivi al campo, o viene vista come una cosa “normale” dai tuoi ragazzi?

Negli spogliatoi è bastato guardarci negli occhi. Non abbiamo commentato, anche perché dopo la partita non ci piace parlare. Era la seconda sconfitta in campionato e spesso a caldo si rischiano di dire cose che non vanno dette. Siamo tornati martedì sull’argomento: ai ragazzi ha fatto molto piacere. I ragazzi si sono caricati: magari perderemo col Renate, ma mi hanno dimostrato che stanno crescendo sotto ogni aspetto.