“Tutti vogliamo ripartire”

24-03-2020

“Tutti vogliamo ripartire”

Ecco le parole rilasciate da Simone Pesce al Bresciaoggi del 23 marzo. Un’analisi sull'attuale situazione e qualche toccante ricordo familiare del mediano verdeblù.

«In questi giorni sono tornato bambino - afferma Simone Pesce, il regista della Feralpisalò -. Con Sofia, la piccolina di 4 anni, disegno e coloro. Con Aurora, la più grande, di 9, che frequenta la quarta elementare, faccio i compiti. Senza trascurare i giochi da tavolo. Al mattino e alla sera mi ritaglio spazio per un po' di ginnastica a corpo libero, seguendo le tabelle del preparatore. Nessuno avrebbe immaginato che nel 2020, in piena emergenza da Coronavirus, avremmo ritrovato tante cose perse».

Un nemico silenzioso da combattere, le migliaia di persone scomparse, i timori, le strade deserte: «Ora abito a Brescia. Ma io sono di Latina. Ho avuto modo di ripensare ai racconti dei miei nonni che, partiti dal Veneto (Treviso, Verona), parteciparono alla bonifica dell'Agro Pontino. Molti dei 50 mila operai reclutati morirono per la malaria, nella disperazione più nera. E le vicende della guerra (i bombardamenti, i morti, la miseria), e della successiva ricostruzione. Oggi, per certi versi, si stanno rivivendo le paure di allora. No, non facciamo la fame, ma le preoccupazioni non mancano».

I campionati sono fermi. Si parla di ripartire con gli allenamenti il 3 aprile, così da tornare a giocare ai primi di maggio: «Al primo posto viene la salute, il resto passa in secondo piano - risponde Pesce -. Toccherà agli organi preposti trovare una soluzione. Al momento proporre delle date è prematuro». I contratti dei calciatori scadono il 30 giugno e disputare i play-off in luglio sarebbe una complicazione: «Un argomento delicato. Coinvolge società, calciatori, tecnici, sponsor, Tv. Spero che, al di là di tutto, si ricominci. Per il resto si troverà un accordo».

La preparazione fisica è un'incognita: «Più che alimentarci bene e fare esercizi non possiamo. Non è come all' inizio del ritiro estivo, quando hai muscoli già rodati da camminate nei boschi, partite di tennis, nuotate. Ora non si può nemmeno correre nel parco». Non sarebbe il caso di chiudere qua il 2019-20, iniziando già a pensare alla prossima stagione? «È un'opzione - risponde il centrocampista-, ma sarebbe importante che i campionati ripartissero anche, a porte chiuse. Gli spettatori vedrebbero le partite in Tv. Sarebbe come riaccendere una fiammella».