Mister Carlotti: "Verdeblù esempio per il calcio femminile"

08-06-2019

calcio femminile, carlotti, leoni del garda

SALÒ - Una stagione finita col sorriso. Con una promozione in Eccellenza. Con un tributo allo stadio Turina. Andrea Carlotti, allenatore della Prima squadra femminile dei Leoni del Garda la ripercorre. E si racconta.

"Ho dovuto smettere di giocare a 17 anni per un grave infortunio e l’anno dopo ho cominciato ad allenare nella Viando Plodari dove ho giocato fin da piccolo.

Poi il passaggio alla juniores del Castelcovati fino alla chiamata nel 93 di Mister Tolotti che mi ha portato a fare il vice prima a Pergocrema in C2 poi a Palazzolo in C1, esperienza indimenticabile.

Nel 95 passo al settore giovanile dell’Ospitaletto per 2 stagioni dove vinciamo il prestigioso torneo internazionale di Eindhoven.

Poi tante altre esperienze in prime squadre: Travagliato, Calcio Chiese, Pontevichese, Bagnolo, Civitatese, Sirmionese, Castelluchio, Castelcovati, Ospitaletto per poi passare 5 anni fa, grazie all’amico Corrado Cominelli, al femminile.

La stagione appena conclusa, oltre ad essere stata lunghissima per via dei playoff, mi ha ripagato di tutte le delusioni avute, soprattutto quella della scorsa stagione in un club limitrofo dove avremmo dovuto essere protagonisti per tutta la stagione, ma a dicembre con la squadra in lotta per la vetta la società ci ha abbandonato… Mentre qui alla Feralpisalò il livello è agli antipodi: la società è stata determinante. Ad un certo punto della stagione ci siamo trovati a meno sette lunghezza dalla capolista, ma il direttore Norbis e il club in generale non ci hanno mai abbandonato, hanno continuato a credere nello staff (che ringrazio di cuore per lo splendido lavoro) e nella squadra. E noi li abbiamo ripagati.

Il progetto è in continuo sviluppo, tant’è che la settimana scorsa mi sono incontrato con alcuni dirigenti e abbiamo parlato del programma per la prossima stagione: sono talmente entusiasta che sarei pronto a cominciare la nuova stagione già adesso.

Ho avuto a disposizione un gruppo di giocatrici veramente eccellente per la categoria. Non nego che ci siano stati momenti di difficoltà, ma vedere il sorriso e la gioia delle ragazze dopo 10 mesi di duro lavoro è stata una gioia immensa e impagabile. Non è carino fare nomi, vorrei però citarne una su tutti: Lisa Bulgarini, classe 1971, un esempio di professionalità per tutti.

Per il prossimo anno ci aspetta un campionato durissimo, visto le squadre che dovremo affrontare, ma sono sicuro che mi metteranno a disposizione una grande rosa per essere protagonisti come la società merita di essere.

I mondiali possono e devono finalmente rendere onore al calcio femminile.

Un movimento in crescita costante, credo sia giunto il momento di cambiare atteggiamento anche da parte delle giocatrici, di prendere il gioco più bello del mondo in modo professionale qualsiasi sia la categoria. Se questo concetto passerà, sicuramente il calcio femminile farà il salto che merita anche in Italia.".